Skip to content

Moduli fotovoltaici al posto di elicotteri militari: una zona militare si trasformerà in parco solare, potrebbe diventare un progetto modello

Legambiente Lazio si batte da tempo per la decarbonizzazione e l’abbattimento delle emissioni, per la salute e l’ambiente della regione. Nel loro convegno del 28 aprile intitolato “Oggi militare, domani solare” è stato presentato il progetto di una possibile riconversione dell’ex aeroporto militare Moscardini di Frosinone in parco fotovoltaico.

 

Il rendering mostra l’estesa area di 90 ettari occupata da moduli fotovoltaici. L’impianto dovrebbe avere una potenza totale di circa 70 MWp, corrispondente a quanto possono generare circa 35.000 impianti fotovoltaici domestici da 2 kW. I numeri necessari alla svolta energetica e alla mitigazione climatica ci dicono chiaramente che gli impianti domestici non bastano da soli, servono grossi impianti a terra. Questo potrebbe diventare il primo progetto a usare il Decreto Energia convertito recentemente in legge, un esempio per spingere altri all’utilizzo eco-compatibile di aree idonee per lo sviluppo del territorio locale e la transizione verde.

 

La nascita del progetto

 

Tutto è nato da un’iniziativa di un circolo Legambiente, che ha ritenuto di poter sfruttare al meglio l’estesa area inutilizzata, dopo che il 72esimo stormo dell’Aeronautica e della scuola elicotteristi sono stati trasferiti, dismettendo l’aeroporto militare. Innegabili sono gli aspetti di riqualificazione urbanistica, attenzione all’ecologia, sviluppo del territorio e decarbonizzazione della zona. Non da meno, i significati insieme di disarmo, rigenerazione, sostenibilità e diffusione di buone pratiche.

 

Appoggio legale e consenso locale

 

A rendere fattibile questa soluzione, l’articolo 20 del nuovo D.L. 17/2022 riporta “allo scopo di contribuire alla crescita sostenibile del Paese, alla decarbonizzazione del sistema energetico e per il perseguimento della resilienza energetica nazionale, il Ministero della difesa affida o utilizza i beni del demanio militare per installare impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili”. Il progetto sembra non presentare alcuna controindicazione. Il consenso e la partecipazione di diversi settori, dall’industria alla politica e al mondo ecclesiale, nonché della popolazione locale, sono stati di facile conquista. Consentite per legge sono coperture di hangar, caserme e capannoni, ma anche aree non edificate. La possibile replicabilità in altre aree militari dismesse fa ben sperare.

 

Un modello per la transizione verde europea

 

L’idea dietro a questa riconversione è fortemente emanata anche da Sun Contracting: la transizione energetica deve partire proprio dai territori. Lo sviluppo di un modello esemplare da espandere, adattare e replicare è alla base del suo Contracting fotovoltaico. Questo concetto di gestione energetica è stato sviluppato da un gruppo di aziende nato in forma locale ed espanso nel corso dei dodici anni di vita in quattro Paesi europei. Lo spazio al momento dove funziona al meglio sono proprio aree inutilizzate, che possono essere convertite a produzione di energia rinnovabile e a benefici e guadagni economici per ogni soggetto coinvolto.

 

Ritratto aziendale

Il gruppo Sun Contracting è attivo nel settore fotovoltaico dal 2010, raggiungendo una certa notorietà grazie al suo Contracting fotovoltaico, che rende economicamente redditizie aree altrimenti inutilizzate. Il gruppo ha una capacità fotovoltaica totale installata di 106,7 MWp, di cui 80,7 MWp in forma Contracting. Il gruppo è anche attivo nel campo degli investimenti sostenibili. Sun Invest AG è l’emittente del gruppo, che ha offerto da poco le sue prime due obbligazioni al portatore Sun Invest Clean Energy Bonds, disponibili in euro e franchi svizzeri.

SUN CONTRACTING AG
Landstrasse 15
LI-9496 Balzers
E-Mail: office(at)sun-contracting.com
Tel.: +423 380 09 90

INNOVATING
ENERGY CONCEPTS