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Ancora una volta nessun vincitore nella gara per contrastare la crisi climatica

Il Climate Change Performance Index (CCPI) 2023 ha riportato ancora una volta una classifica in cui nessun Paese del mondo tra quelli presi in considerazione ne esce vincitore. I primi tre posti rimangono vacanti, perché i Paesi devono accelerare l’attuazione. Gli impegni climatici che si sono dati non sono stati rispettati.

Il CCPI è uno strumento che consente la trasparenza delle politiche climatiche nazionali e internazionali, permettendo di confrontare gli sforzi di protezione del clima e consentendo di vedere i progressi e le battute d’arresto. Il nuovo rapporto è stato presentato il 14 novembre alla conferenza per il cambiamento climatico COP27 di Sharm el Sheikh.

La metodologia del rapporto
Il Climate Change Performance Index valuta 59 Paesi e l’Unione Europea, che insieme generano il 92% delle emissioni globali di gas serra inquinanti. Utilizzando dei criteri standard, classifica all’interno di una sezione dedicata alla “climate policy” i progressi di ogni Paese nell’implementazione delle politiche volte al raggiungimento degli obiettivi stabiliti con l’Accordo di Parigi. Tali obiettivi rappresentano il parametro di riferimento per stabilire la classifica.

Triste classifica
Nessuno dei Paesi inclusi dal CCPI ha raggiunto le performance necessarie per contenere l’innalzamento della temperatura globale entro l’1,5°C e per poter quindi fronteggiare la crisi climatica, nella corsa verso le emissioni zero. In testa alla classifica rimangono gli Stati scandinavi di Danimarca e Svezia. Nelle postazioni più basse e in fondo alla lista ci sono ovviamente i maggiori esportatori e massicci utilizzatori di combustibili fossili. L’Unione Europea è riuscita a salire di qualche posto, rientrando appena entro i primi 20, con il suo 19° posto, trainata da alcuni Paesi che si sforzano ben più di altri.

Serve una drastica inversione di rotta!
Questo è quanto sostiene il presidente nazionale di Legambiente Italia, collaboratore nella stesura del CCPI. Bisogna fare molto di più per le energie rinnovabili, bisogna ambire a raggiungere obiettivi più alti e impegnarsi davvero per mantenere le promesse fatte. Percorrere una strada dura, impegnativa, ambiziosa, ma che se percorsa adeguatamente e nei giusti tempi, permetterà di vincere la duplice sfida delle crisi energetica e climatica. Per mantenere le promesse dell’Accordo di Parigi, i Paesi dovrebbero smettere di investire nei combustibili fossili ed espandere invece i loro investimenti nelle energie rinnovabili.

L’impegno dal Liechtenstein
Sun Contracting AG, di casa madre in Liechtenstein, insieme alle sue diverse partecipate dislocate in Europa centrale, si impegna da anni per l’espansione dell’energia fotovoltaica. Il gruppo crede nel creare un futuro energetico più sostenibile. Il suo concetto bandiera Contracting fotovoltaico, si prefigge di rendere realizzabile l’installazione di impianti fotovoltaici su qualsiasi tipo di superficie disponibile, senza scaricare costi di investimento o mantenimento sulle spalle dei proprietari di tali aree.

Ritratto aziendale
Sun Contracting AG e le sue filiali sono attive nel settore fotovoltaico da oltre dodici anni e hanno un successo particolare nei Paesi di lingua tedesca. Con l’innovativo concetto energetico del Contracting fotovoltaico, Sun Contracting è addirittura tra i leader di mercato del settore. Alla fine del primo semestre del 2022, il gruppo aziendale ha una capacità fotovoltaica installata, progettata e in costruzione di 112,8 MWp di impianti gestiti come Contracting. Il sruppo Sun Contracting ha anche una sua rilevante presenza nel campo degli investimenti sostenibili. Per ulteriori informazioni, visitare il sito web dell’emittente all’indirizzo www.suninvestag.com/it.

SUN CONTRACTING AG
Landstrasse 15
LI-9496 Balzers
E-Mail: office(at)sun-contracting.com
Tel.: +41 44 55 10 040

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